Brevi saluti assonnati; davanti all’ingresso il gruppetto di persone si andava ingrossando, all’interno gli addetti dell’organizzazione si affaccendavano negli ultimi interventi necessari a rendere fruibile la bella struttura appena ultimata.
Caritatevole una sorridente signora, forse una mamma di un giovane atleta cooptata dall’organizzazione, apre la porta di ingresso ed il gruppo, pian piano si snoda attraversando il varco.
Ore 8.00
Improvvisa la luce dell’impianto inonda la sala: un enorme edificio che visto dall’ingresso appare come una infinta distesa di pedane metalliche ordinatamente disposte ed interrotte da un ripetersi di transenne.
Lo stupore pervade chi entra abituato agli angusti spazi i luoghi di gara, tutto e’ ampio le pedane sono raggruppate tre a tre e divise in otto funzionali isole; davanti all’ingresso e’ collocata la pedana della finale con il suo sfondo blu le luci ed i cartelloni elettronici; un ampio spazio e’ riservato alla zona ristoro con, incredibile a dirsi, panche e tavoli per gli avventori.
Gli stands dei fornitori sono pieni delle ultime novita’ tecniche e, rispetto alla media, sono aumentati di numero. Al centro dell’ampio locale sono state realizzate due piccole pedane (cinque elementi ognuna) anch’esse recintate ma dotate di tutti gli optionals destinate al riscaldamento.
Gli atleti, mano a mano aumentano, entrano, si guardano attorno stupiti, si salutano, e raggiungono un punto d’appoggio per iniziare a prepararsi. I primi già si riscaldano correndo e saltellando in giro.
Arrivano i Presidenti di Giuria, ordinati, cordiali ma seri, lentamente sciamano verso la direzione di torneo per apprendere le ultime disposizioni.
Contemporaneamente due brevi ed ordinate file indicano dove si sta effettuando la iscrizione alla gara. A-L M-Z, pero’! una novita’ funzionale, in poco tempo la fila si esaurisce e gli addetti rimangono a disposizione in attesa di qualche ritardatario.
Ore 8.30
La Direzione di Torneo annuncia che le iscrizioni alla gara sono chiuse; i ragazzi aumentano il ritmo del riscaldamento, ormai sono tutti in attivita’, corrono in cerchio all’interno delle otto isole. Sembra di trovarsi all’interno di un festoso luna park pieno di giostre di sgargianti colori delle tute delle societa’.
L’annuncio dell’affissione della lista dei partecipanti alla gara e dei gironi blocca per un attimo il vortice del riscaldamento. Improvvisa si scatena la corsa e la ressa mentre l’altoparlante ribadisce che “…a pedana corrisponde girone” . Questa volta il riferimento non pare dantesco posto che la qualita’ del luogo non consente similitudini infernali.
Come per magia la moltitudine variopinta del riscaldamento si muta in un ordinato movimento di candide vesti che seguendo a gruppi di sei un identico percorso, da un nuovo ordine alla immensa sala.
Volti tesi, sorrisi stentati, sguardi attenti agli avversari; “ci sono mancini?”, “quanti della mia eta’ nel girone”, “…quello lo conosco e’ forte, mi ha buttato fuori l’anno scorso per i sedici” a ben guardare i muti pensieri che attraversano le menti dei ragazzi sono tutti perfettamente leggibili. Tutti sono seri, tutti pronti e tutti da ammirare.
Ore 9.00
Puntualissima inizia la gara ed e’ subito il clangore delle lame, delle cocce che si incrociano, il ritmico battere dei cavi sulla pedana, le urla di scarico degli atleti con l’incessante suono degli apparecchi.
I maestri a bordo pedana, seri in volto, si esibiscono in una mimica misteriosa, ripetendo gesti quasi rituali con le braccia che solo i loro allievi riescono ad intendere.
Imprecazioni soffocate, salti di gioia, lanci rabbiosi, piu’ o meno dissimulati, di attrezzatura; gli atleti si succedono incessantemente sulle pedane.
C’e’ chi pur di non rinunciare alla gara si e’ portato “i compiti da casa” e, terminato un assalto, attendendo l’altro, si








mer, nov 15, 2006
Racconti e Poesie