INTRODUZIONE
Per lombalgia si intende uno stato morboso caratterizzato da dolore nella regione lombare.
Le patologie dolorose del rachide lombare possono causare una sensibile limitazione sia nella vita di relazione che in quella lavorativa del paziente.
Esse presentano un’elevatissima incidenza, soprattutto nei paesi ad elevato sviluppo, nei quali circa l’80% della popolazione ne è colpita almeno una volta nel corso della propria esistenza e circa il 5% degli adulti ne soffre annualmente: le cause di questo fenomeno sono in gran parte legate al sempre maggiore diffondersi di abitudini errate, quali la sedentarietà e l’uso continuo dell’automobile.
Indipendentemente dalla terapia praticata, alcuni di questi episodi dolorosi guariscono in non meno di tre o quattro settimane: sono dunque rilevanti le implicazioni socio-economiche conseguenti alla temporanea inabilità, soprattutto in considerazione del fatto che la fascia di età più colpita è quella tra i 30 ed i 45 anni, cioè quella caratterizzata dalla più elevata produttività.
Partendo dunque da questo presupposto, l’atteggiamento più corretto del medico dovrebbe basarsi su una interpretazione del disturbo doloroso che prenda sempre in considerazione anche gli aspetti di carattere psicologico e soprattutto medico-legale ed assicurativo
Per discopatia si intende una condizione patologica caratterizzata da alterazioni regressive di tipo prevalentemente degenerativo a carico del disco intervertebrale e delle strutture anatomiche ad esso adiacenti.
Da un punto di vista anatomo-patologico, l’evoluzione della discopatia percorre sostanzialmente tre tappe:
1. la distrofia del disco, caratterizzata da una diminuzione del suo spessore;
2. la fibrosi;
3. l’ernia, che può manifestarsi o meno in relazione al verificarsi di particolari eventi traumatici.
L’insieme delle situazioni biomeccaniche e delle alterazioni anatomo-funzionali, su base congenita o acquisita, che possono svolgere un ruolo nella genesi e nell’evoluzione di una discopatia è assai vasto e complesso.
Questa molteplicità di fattori causali va peraltro sempre tenuta presente nella valutazione clinica del dolore lombare, poichè solo un corretto inquadramento eziopatogenetico consente un approccio terapeutico efficace.
La comprensione dei meccanismi di azione di tali fattori non può peraltro prescindere da uno studio approfondito dell’anatomia e della fisiologia del rachide nel suo complesso e di quello del tratto lombo-sacrale in particolare.
CENNI DI ANATOMIA FUNZIONALE DELLA COLONNA VERTEBRALE
L’anatomia della colonna vertebrale è estremamente complessa sotto tutti i punti di vista.
Le strutture fondamentali del rachide sono le vertebre, tenute insieme da un complicato sistema di articolazioni, di legamenti e di muscoli.
La vertebra-tipo è schematicamente formata da due parti principali:
1. il corpo vertebrale, la parte più massiccia, di forma cilindrica, situato anteriormente;
2. l’ arco posteriore, di forma simile a un ferro di cavallo e composto a sua volta da varie strutture anatomiche: le apofisi articolari, i peduncoli, le lamine, l’ apofisi spinosa e le apofisi trasverse.
La sovrapposizione delle vertebre determina, in senso verticale, uno spazio che decorre lungo tutto il rachide. Tale spazio, il canale rachideo, è dunque delimitato dalla successione dei corpi vertebrali in avanti (pilastro anteriore) e degli archi di dietro; nel canale sono alloggiati il midollo spinale e le radici nervose.
Il pilastro anteriore è caratterizzato inoltre dalla presenza dei dischi intervertebrali, formazioni anatomiche che si interpongono tra le superfici articolari dei corpi vertebrali. Il bordo posteriore dei corpi vertebrali e del disco in avanti, i peduncoli sopra e sotto, le articolazioni interapofisarie posteriormente, delimitano uno spaz








gio, gen 27, 2005
Medicina