La forza dei maestri

dom, dic 12, 2010

Attualità, Editoriale, Formazione, Politica

La forza dei maestri

Roma, 10 dicembre.

La Federazione Italiana Scherma e l’ Associazione Italiana dei Maestri di Scherma hanno stipulato una convenzione che definisce in modo preciso alcuni punti di fondamentale importanza ai fini del funzionamento dell’apparato magistrale nel nostro paese.

Da federscherma.it si apprende che la cerimonia della firma ha visto ovviamente la presenza dei due presidenti – Giorgio Scarso e Saverio Crisci – dei due vicepresidenti FIS Andrea Cipressa e Paolo Azzi, dei consiglieri Luigi Campofreda, Ezio Rinaldi e Vincenzo Di Bartolomeo, del vicepresidente dell’Accademia Nazionale di Scherma di Napoli, Aldo Cuomo, e del Segretario Generale della FIS Marco Cannella.

A parte, però, gli stringati comunicati di federscherma.it e del sito AIMS, chissà perché nessuno ha spiegato al pubblico dei non addetti ai lavori le ragioni per le quali la stipula di quest’accordo riveste un’importanza storica per la scherma italiana.

Spesso, in effetti, vari critici di estrazione federale si sono lamentati in passato che da siti come schermaonline arrivassero sempre e solo critiche e mai elogi, ma sono più che mai convinto che il problema sia essenzialmente dovuto alle difficoltà e a una sorta di ritrosia dimostrate nell’informare esaurientemente il grande pubblico in merito ai propri successi e alle proprie iniziative positive.
In casi come questo, ad esempio, è evidente e innegabile una certa insufficienza della FIS proprio nel comunicare ai lettori in modo chiaro, dettagliato, semplice, una splendida conquista realizzata: non si è tentato nemmeno, insomma, di far capire alla gente l’importanza di un passaggio culturale di questa portata, il quale oltretutto giunge al termine di un periodo di bellicosissime conflittualità all’interno del mondo magistrale, che hanno dato a molti la sensazione di eventi e litigi incredibilmente complicati.

Un conto, infatti, è informare doverosamente i lettori mediante dei comunicati che riportino le dichiarazioni delle varie personalità, ma un altro è spiegare e divulgare il proprio operato, rendendolo comprensibile a tutti.

Anche questa, dunque, è la comunicazione che deve effettuare un ente il quale svolge una funzione sociale di pubblico interesse che coinvolge migliaia e migliaia di appassionati, com’è documentato dai quasi 9 mila simpatizzanti di ‘Federazione Italiana Scherma’ e dai quasi 4 mila di ‘Be-Scherma’ su facebook, i quali evidenziano l’interesse di tanta gente nei confronti di questa disciplina.

Ad ogni modo, al di là delle critiche benevole e sinceramente costruttive su questi aspetti inerenti la comunicazione, l’evento è epocale e va riconosciuto il giusto merito a tutti coloro – a partire da Giorgio Scarso e Saverio Crisci – che hanno svolto un ruolo determinante nella sua realizzazione, ai quali mi sento di elargire cumulativamente e pubblicamente un plauso di elogio e di ringraziamento.

L’accordo sottoscritto attribuisce all’AIMS un ruolo-chiave in tutti gli aspetti – organizzativi, culturali e didattici – inerenti la formazione, l’aggiornamento, la crescita culturale e scientifica della classe magistrale italiana.

L’associazione presieduta da Saverio Crisci dovrà occuparsi in primo luogo della gestione del Progetto SNaQ, che non è uno dei versi di Paperino ma è la sigla di ‘Sistema nazionale di qualifica‘: in questo caso, ovviamente, applicato ai tecnici di scherma.

In sostanza, si tratta di una metodologia formativa più strutturata e moderna, basata sull’acquisizione di uno specifico numero di crediti formativi in funzione di alcuni ‘step’, a livello dei quali si collocano i quattro gradi di qualificazione professionale previsti nel Protocollo di Attuazione del Progetto Scuola Magistrale messo a punto di recente dal Settore Formazione della FIS in collaborazione con la Scuola dello Sport del CONI.

I crediti formativi si basano a loro volta su una serie di attività didattiche di varia natura: dalle lezioni ‘frontali’, ai corsi di aggiornamento, alla partecipazione a convegni e congressi, alla stesura di tesine e documenti su temi di specifico interesse per il corso.

Il rinnovamento radicale del percorso formativo dei maestri di scherma rappresenta un risultato di enorme importanza, perché nasce non solo da esigenze di natura culturale, ma soprattutto dall’improcrastinabile opportunità di omogeneizzare e adeguare il diploma in funzione di un riconoscimento a livello di comunità europea.

L’altra fondamentale incombenza attribuita all’AIMS dalla convenzione, consiste nella gestione del Registro dei Maestri e degli Istruttori: attività, questa, che finalmente consentirà di attuare un vero e proprio ‘censimento‘ della popolazione di coloro che si occupano dell’insegnamento della scherma nel nostro paese.

La durata della convenzione è per ora biennale, ma dopo i Giochi di Londra avrà la possibilità di essere rinnovata su base quadriennale.

Il finanziamento dell’AIMS per la realizzazione di tutti gli obiettivi previsti nell’accordo, sarà erogato dalla FIS sulla base della presentazione di progetti dettagliati, che tengano conto di una pianificazione concordata tra i due enti.

La FIS, infine, si impegna a fornire all’AIMS un locale presso il quale saranno svolte le attività amministrative e burocratiche previste dalla convenzione.

Per quanto riguarda, viceversa, le altre ‘spese di funzionamento’, l’AIMS dovrà provvedere con le proprie risorse: in altri termini, la FIS almeno sulla carta non spenderà un soldo per mettere a disposizione dell’AIMS arredamenti, macchinari, materiale di cancelleria e informatico ma, soprattutto, risorse umane.

In conclusione, il fardello di impegni che peseranno su Saverio Crisci è imponente, perché l’insieme delle incombenze che lo aspettano richiederà un lavoro assai duro: non sarà semplice, infatti, portare avanti sia una serie di attività didattiche e formative; sia realizzare eventi quali convegni, congressi, corsi di aggiornamento; sia, infine, provvedere alla stesura di documenti, pubblicazioni ed altro materiale didattico, informativo, divulgativo, scientifico.

E’ evidente, poi, che alcuni aspetti di carattere organizzativo saranno realizzabili solo sulla base di un grande spirito di cooperazione e collaborazione tra i vari interlocutori istituzionali coinvolti: l’AIMS e la FIS, in primo luogo, ma anche l’Accademia Nazionale di Scherma e, non ultima, la Scuola dello Sport del CONI, la quale verosimilmente metterà a disposizione le proprie aule, i propri docenti, il proprio ‘know how’ , e perfino i propri modelli culturali.

Se, insomma, nella gestione delle varie problematiche non sarà riconosciuto all’AIMS il ruolo di leader in chiave progettuale ed operativa sostanzialmente sancito dalla convenzione, potrebbero innescarsi intoppi, rallentamenti, conflittualità, i quali rischiererebbero di annullare le potenzialità innovative dell’iniziativa.

In ultima analisi, perciò, i grandi progetti sono attuabili sempre e soltanto a condizione che una serie di relazioni interpersonali tra individui funzionino in modo ottimale: in caso contrario, si rischia il blocco.

Come sarà possibile prevenire un’eventualità del genere, in questo caso?

A mio avviso solo a una condizione: che una personalità politica autorevole e competente si faccia carico della responsabilità di coordinare i vari interlocutori istituzionali coinvolti nelle operazioni organizzative e didattiche; di smussare gli angoli di eventuali incomprensioni, differenze di vedute o vere e proprie conflittualità; di favorire e in qualche modo assicurare l’approvazione dei progetti da parte del Consiglio FIS.

Mi riferisco a una figura, in altri termini, che sappia imporsi al momento opportuno, esercitando un’azione propulsiva forte che superi ogni ostacolo o impedimento.

Di chi sto parlando?

Beh, non riesco a immaginare altri se non il vicepresidente della FIS ma, in particolare, il rappresentante dei Maestri in seno al Consiglio Federale, cioè Andrea Cipressa.

A chi se non a lui, infatti, eletto dai tecnici italiani, può competere l’onere di portare avanti quella che promette di diventare un’innovazione di portata storica nel funzionamento del sistema-scherma nazionale?

Un’ultima considerazione riguarda l’ Accademia della Scherma, della quale a dire il vero si parla poco negli ultimi tempi.

L’associazione presieduta da Alberto Coltorti ha raccolto un nutrito numero di associati – molti dei quali sono probabilmente anche soci AIMS – e dunque in qualche modo rappresenta un pezzo attivo sulla scacchiera la cui forza reale, sotto il profilo politico, appare tuttavia difficilmente valutabile.
Chi conosce gli scacchi, però, sa bene che la forza di un pezzo è data anche dalla sua posizione strategica, dalla tattica che si sta adottando, e dai rapporti con gli altri pezzi che lo difendono: un pedone ben protetto e collocato a una sola casa dalla ‘promozione’, insomma, vale molto di più di una torre incastrata in un angolo e, dunque, sostanzialmente impotente.

In questo caso, perciò, sarebbe importante sapere qual è la posta in palio della partita, comprendere la disposizione delle forze sulla scacchiera, analizzare le strategie e le tattiche in atto ma, soprattutto, capire chi sono i due giocatori o le due squadre che si sfidano, e a quale risultato puntano.

Negli scacchi, infatti, com’è noto esiste anche la patta, che non sempre tra l’altro è un risultato da disprezzare: peccato solo, però, che nella scherma la patta non sia contemplata.

In conclusione, un’altra avventura di grande importanza per il futuro della scherma italiana sta iniziando, e mi auguro che tutti coloro che a qualsiasi titolo saranno impegnati in questa iniziativa operino con passione e sulla base di obiettivi comuni: all’insegna di un’intelligenza, insomma, che significa soprattutto volontà di pacificazione.

La forza bruta, infatti – di cui si è fatto fin troppo uso negli anni passati – non porta da nessuna parte e serve solo a farsi male prima del tempo.

Antonio Fiore

P.S.: mi auguro che i quattro maestri apprezzino il mio benevolo fotomontaggio, che comunque li fa apparire in gran forma.




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