Slalom per la fiaccola

mer, apr 9, 2008

Attualità

Ieri a Pechino, ad una riunione con i presidenti dei comitati olimpici nazionali, anche il presidente del CIO Jacques Rogge aveva invitato il governo cinese a tentare di trovare pacificamente una soluzione della crisi del Tibet che tanto rapidamente ha suscitato proteste in tutto il mondo. Sembrava, in un primo tempo, che una o più tappe della fiaccola sarebbero state annullate, così riportava la stampa internazionale. Rogge ha però smentito la notizia alcune ore fa: “Ciò che vogliamo fare, come è nostro dovere — ha chiarito — è valutare il percorso della staffetta fino ad ora” , rammaricandosi che la fiaccola, simbolo di unità dei popoli, sia stato tormentata a Londra e a Parigi. “Noi rispettiamo pienamente la libertà di pensiero e di informazione, ma ci aspettiamo un comportamento non violento da parte delle persone. Il mondo olimpico deve unirsi per cercare di superare queste difficoltà, perché abbiamo la responsabilità di offrire agli atleti la migliore edizione di Giochi possibile”.

Intanto la reazione della Cina non si è fatta attendere chiamando “vili” le azioni dei manifestanti che disturbano il percorso della fiaccola olimpica. Il 20 e il 21 giugno la fiaccola attraverserà anche la capitale del Tibet, Lhasa, dove settimane fa sono avvenute alcune manifestazioni finite violentemente.




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