Antonio Di Ciolo. La preparazione fisica nella Scherma

dom, nov 26, 2006

Allenamento

Io considero la preparazione fisica un elemento fondamentale, utile a sviluppare e rinforzare tutte le capacità e abilità motorie correlate, indispensabili nella pratica della scherma.
Per questo motivo presento ai bambini una serie di giochi (palline, stecche, sagome etc.) che li incitino a compiere nel modo più naturale possibile quei movimenti (distensione del braccio, passo avanti e indietro, affondo etc.) che poi torneranno loro utili nella scherma.
La lezione tecnica ha poi lo scopo di affinare gesti e movimenti nel contesto delle varie situazioni schermistiche.

Un concetto fondamentale che mi ha distinto da altri maestri di scherma è considerare la preparazione fisica parte sostanziale della formazione dello schermitore e del suo percorso apprenditivo.
Il fine della preparazione fisica è il completamento delle qualità genetiche e delle abilità psico e sociomotorie necessarie al bagaglio fisico dello schermitore.
Ho sempre tenuto presente la necessità di far apprendere ai miei allievi, attraverso la preparazione fisica, le posizioni schermistiche (guardia, affondo, passo avanti e passo indietro), la destrezza, la scelta di tempo, il quando, il dove, il come e il perché di ogni gesto eseguito.
Attraverso giochi per i più piccoli ed esercizi speciali per i più grandi, è perseguibile il fine di sviluppare quelle abilità motorie che servono all’espletamento delle azioni schermistiche, e che la scherma contribuisce a sviluppare e rafforzare.

In quanto maestro e allenatore di scherma ho sempre seguito questo percorso di formazione delle capacità e delle abilità motorie, e ho delegato mio figlio Enrico a seguire i ragazzi più grandi nella preparazione fisica, laddove i giochi vengono sostituiti con esercizi specifici (pesi, corse, salti) atti a potenziare le capacità e le abilità già acquisite, e a far acquisire quelle ancora mancanti (potenza, velocità , elasticità , resistenza).
Che io abbia scelto di delegare mio figlio come preparatore fisico dei nostri ragazzi non è un fatto casuale, ma basato su dati di fatto tangibili e indiscutibili.
Nel 1986 Enrico è divenuto maestro di scherma e nel 1994 si è diplomato all’I.S.E.F. di Firenze con una tesi sui disabili e la scherma, acquisendo in tal modo le competenze sia generiche sia specifiche necessarie all’espletamento dell’attività in palestra.
Sin da subito Enrico è stato in grado di adattare le proprie conoscenze generiche, raggiunte attraverso lo studio teorico della preparazione fisica, alle situazioni specifiche e speciali della scherma, ottenendo i risultati migliori nell’allenamento dei nostri schermitori.
A partire dal 1989 e fino all’anno 2000, Enrico ha programmato e seguito, per esempio, la preparazione fisica di Alessandro Puccini.
Ancora oggi è a lui che affido la preparazione fisica di Toti Sanzo, e di tutti gli altri atleti appartenenti ai diversi livelli.
Visti i risultati ottenuti in ambito nazionale, internazionale e mondiale dai nostri schermitori, posso garantire che una figura professionale come quella di Enrico, operante non a latere bensì in sintonia con le esercitazioni tecniche specifiche della scherma, sia oltremodo indispensabile per continuare a conseguire risultati come quelli finora raggiunti.
In ogni momento dell’anno schermistico, Enrico fa sviluppare al ragazzo una particolare capacità, fino a raggiungere per la fine dell’anno un potenziamento completo che permette l’esecuzione del gesto fine.
Abbiamo constatato che in base alle abilità esercitate nella preparazione fisica varia anche il modo di eseguire i gesti schermistici durante l’esercitazione tecnica.
Allo stesso modo io maestro ho imparato a riconoscere, in base al modo che ha il mio allievo di compiere i gesti tecnici, quale abilità stia esercitando nella preparazione fisica.

Anche l’altro Maestro nostro c




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